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Le Chiese

Le Chiese

Postato in Muro Lucano

photoLa cattedrale con annessa parrocchia "Concattedrale S. Nicola e Camera"

Piazza Mons. Capone - La storia evolutiva di questo manufatto è caratterizzata da diverse trasformazioni coincidenti a numerose fasi costruttive succedutesi fin dal XII secolo. La struttura possente a croce latina con tre grosse cappelle alle spalle dei transetto ed in aderenza alla parete destra della navata principale è inglobata in semplici volumi con coperture a tetto. I lavori di bonifica post-sismica sono stati orientati al recupero delle strutture verticali, alla ricostruzione della parete sinistra del transetto con l'abside semicircolare e la sistemazione del piano di calpestio. L'ultimo intervento ha messo in evidenza alcune strutture interrate appartenenti ad impianti preesistenti ed alle fasi costruttive più antiche. Infatti sono venuti alla luce i resti di una chiesa del XII secolo ed elementi riferibili a successivi ampliamenti del XIV-XV secolo. Le opere Diversi dipinti raffiguranti Santi e anime purganti: olio su tela collocati sugli altari laterali della Cattedrale risalenti all'episcopato di Mons. Manfredi tra il 1724 e il 1728 sono attribuiti ad Anselmo Palmieri. Nella volta si poteva ammirare la glorificazione di S. Alfonso de Liguori e il giubileo sacerdotale di Leone XIII, affreschi di Giuseppe Avallone di Salerno. Madonna del Rosario: olio su tela (cm. 301 x 205) attribuito a Corneli De Smet 1589, meglio conosciuto come quadro della Regina Giovanna, restaurato nel 1852 da Achille Castellano, raffigura la Madonna coi Bambino e i SS. Domenico e Caterina da Siena, 4 angeli che porgono rose e rosari e una serie di personaggi che si identificano con l'antipapa Clemente VII, Carlo V oppure Carlo VI di Francia, Antonio vescovo di Muro, Ottone di Brunswich (quarto sposo di Giovanna), Giovanna I e una dama di compagnia. Argenteria Servizio per pontificale solenne in argento dorato eseguito da Luigi Valedier (Roma, 1726-85) donato da Benedetto XIII al Vescovo di Muro dell'epoca riportante con l'incisione lo stemma Orsini.


photoChiesa Parrocchiale di S. Andrea Apostolo

Piazza don Minzoni - Inglobata nel convento di S. Antonio fu edificata dai Padri Minori Conventuali nel 1420. Ad un'unica aula con soffitto in legno a cassettoni finemente rifiniti con riferimenti bicromi. L'abside è coperta con volta a crociera con pareti laterali munite di sei altari separati da lesene con capitelli che presentano semplici decorazioni a stucco. Le opere: Statua di S. Antonio da Padova: Opera in legno policromato e dorato eseguito da ignoto scultore napoletano del XVII secolo. L'altare maggiore è in marmo con due angeli che sostengono due candelabri; la navata principale e il presbiterio sono separati da una balaustra in marmo policromo, al di sotto si sviluppa una cripta il cui accesso fu chiuso durante i lavori di restauro degli anni '50. Crocifisso: in legno policromo e dorato (cm. 246x166) realizzato da Donisio Cantore. Cattedra Vescovile: postergale del trono, tre sgabelli e stalli lignei: eseguiti in legno di noce in date diverse che vanno dal 1631 al 1728 da intagliatori meridionali del XVII e XVIII secolo, la prima donata dal Vescovo Clemente Confetti ed il resto dal Papa Benedetto III Orsini per l'inaugurazione della nuova Cattedrale. Presepe Artistico e Deposizione: Gruppo di 48 pezzi in terracotta e legno eseguiti dai Maestri Napoletani del Settecento, sono autentici gioielli. Il Crocifisso, la Cattedra e il Presepe, provengono dalla Cattedrale di Muro.


photoChiesa Parrocchiale di S. Marco Evangelista

Piazza Umberto I - Istituita nel 1578 con l'aggregazione di due parrocchie di San Leone e di S. Eustachio. Ha vissuto diverse fasi di restauro, forse a causa una originaria assenza di perizia nella prima edificazione. Presenta al suo interno pochi elementi sia architettonici che decorativi tranne una modesta controsoffittatura a quadroni policromi ed al centro un quadro raffigurante la Gloria della Madonna.


 photoChiesa Parrocchiale di S. Maria del Carmine

Via S. Maria del Carmine - Costruita nel 1606 in adiacenza al Monastero delle Chiariste che ospitava nel 1617 ventuno monache. La chiesa era utilizzata dalle stesse come oratorio e poi venne aperta al culto, costituita da una unica aula con quattro cappelle laterali. Vi fu cresimato San Gerardo Maiella. Ha subito durante il corso degli anni numerosi rimaneggiamenti e, semidistrutta dal sisma del novembre '80, non è stata ricostruita. Le opere: Sacra Famiglia: Olio su tela (cm. 264x180) attribuibile a Girolamo Bresciano. Santa Barbara: Manichino con arti e testa in legno (altezza cm. 75) Manifattura Napoletana del XVIII-XIX secolo. San Giuseppe: Statua in legno (altezza cm. 165) eseguita da ignoto scultore meridionale databile al 1783.


photoChiesa e Convento dei Cappuccini

Edificio risalente al secolo XVI, a pianta rettangolare con al centro il chiostro; la chiesa ubicata a sinistra dello stesso è costituita da un'unica navata coperta con volta a botte e zona presbiteriale divisa da un arco trionfale con due altari sui muri laterali. L'altare maggiore era adorno di statue lignee (S. Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova) di G.B. Pepe da Muro; vi erano tele raffiguranti gli apostoli ed opere di Gian Lorenzo Cardone da Bella; sul coro stalli finemente lavorati ricordano il pulpito della Cattedrale. Danneggiato dal sisma del 1980 non è stato ristrutturato.


photoChiesa della Madonna del Soccorso

Via Guglielmo Marconi - Formata dall'unione di tre cappelle ed edificata nel 1621 costituisce un piccolo gioiello nell'architettura religiosa murese. Ricca di affreschi, anch'essa ha subito durante il tempo varie vicissitudini di carattere costruttivo in quanto addossata ad un costone tufaceo ha sofferto forti infiltrazioni di umidità. Danneggiata dal sisma del novembre '80 non è stata ristrutturata. Le opere: Soffittatura: eseguita a tempera da Gerardo Pascaretta, particolarmente fine e pregevole, quella della navata principale risente di un piacevole influsso barocco nella raffigurazione della Madonna del Soccorso che scaccia il Maligno. Crocifisso: Opera in legno di ignoto allievo del Cimabue, ricollocato in un'edicola adiacente la chiesa nel 1989 a cura della Pro Loco Murese dopo il suo restauro.

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